Il prato verde della Serie A ha incontrato oggi i corridoi della nostra scuola. Nell’ambito del progetto di ampliamento dell’offerta formativa “La Melone incontra…”, la sala teatro “Massimo Jaboni” ha accolto un ospite d'eccezione: Valerio Marini, arbitro di Serie A e componente dell’Associazione Italiana Arbitri dal 2017.
L’accoglienza è stata un’esplosione di colori e calore: all’esterno della sala, gli alunni della classe 2B della scuola primaria hanno salutato Marini tra scroscianti applausi, sventolio di bandierine arbitrali preparate da loro stessi e un cartellone variopinto, ricco di messaggi ed emozioni.L’incontro si è aperto con il saluto del Dirigente Scolastico, che ha sottolineato come la figura dell'arbitro si possa assimilare a quella di un custode delle regole e di un garante dell’equilibrio. Il Dirigente ha posto al centro del suo intervento una riflessione di grande valore educativo, ispirata a una celebre frase dell'ospite: “Il bravo arbitro è quello che mira a migliorarsi continuamente.”
Questo principio racchiude l'essenza della scuola: migliorarsi ogni giorno, impegnarsi con costanza e accettare l’errore come occasione di crescita.
La presenza di Marini ha offerto un’importante riflessione sui valori del fair play, dell’integrità e della convivenza civile, pilastri di una società responsabile. È stato un vero momento di educazione civica, vissuto per conoscere il ruolo dell’arbitro come figura chiamata a gestire tensioni, conflitti e responsabilità.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto ai Sigg. Salerno, ai docenti Prof.ssa Pascucci S. e D'Aurea J., e a tutto il personale della scuola.Valerio Marini ha poi dialogato per oltre due ore con dieci classi della scuola secondaria. Una delle slide più significative era dedicata alle parole chiave del suo intervento: regole, abnegazione, obiettivo, potenziale, rispetto, voglia di migliorare, allenamento, fame, rinunce, sogno, costanza, divertimento, forza, pazienza, soddisfazione e umiltà.
Ha guidato i ragazzi in un viaggio tra sport e crescita personale, citando Andrea Lucchetta sul valore dello sport come “scuola di vita” capace di formare il carattere nel rispetto di compagni e avversari. In un costante parallelismo con lo studio, ha richiamato le parole del Dalai Lama, ricordando che la conoscenza è “la luce che illumina le tenebre dell’ignoranza”, un bene supremo che nessuno può sottrarci. Marini ha spiegato che le regole sono la garanzia della nostra libertà, poiché “senza regole c’è solo caos.”
Rispettare l'arbitro o l'avversario significa riconoscere che l'altro è essenziale per la nostra crescita.
Uno dei momenti più toccanti è stato quello dedicato alla dimensione invisibile dell'arbitraggio: dietro il prestigio della domenica si celano ore di allenamento solitario, studio dei video e una preparazione atletica d’eccellenza.
Ha incoraggiato i ragazzi a saper abitare la solitudine del proprio ruolo e a gestire l'errore, ricordando che solo una passione autentica consente di trasformare le difficoltà in occasioni di rilancio.Raccontando la sua storia di uomo che si è fatto da sé, vincendo la sfida contro chi lo riteneva troppo basso per la Serie A, Marini ha mostrato come la tenacia sappia abbattere ogni barriera.
Citando Roberto Re, ha paragonato gli obiettivi ai raggi del sole concentrati da una lente per “dare fuoco al nostro entusiasmo”.
Ha spiegato ai ragazzi che il vero traguardo non è vincere, ma competere contro sé stessi per ottenere il miglior risultato possibile.
Riprendendo Billy Mills, ha ricordato l’orgoglio profondo che nasce dal raggiungere il massimo delle proprie capacità.
Ha infine invitato gli studenti a non sprecare tempo e a lavorare con impegno e umiltà, accettando anche sconfitte e delusioni.Il calcio esercita da sempre un fascino magnetico sui ragazzi, ma ciò che ha sorpreso è stata la loro reazione: di solito timidi in queste situazioni, stavolta la spontaneità di Marini ha sciolto ogni imbarazzo, dando vita a un crescendo di domande e curiosità.
Gli studenti hanno voluto scoprire i segreti del dietro le quinte e gli aneddoti sul mondo del calcio e dei suoi protagonisti.
Marini ha sottolineato come la preparazione sia fondamentale: decidere in pochi istanti, sotto pressione, richiede concentrazione assoluta per tutti i novanta minuti.
L’incontro si è concluso tra applausi e foto di rito, lasciando nei presenti la consapevolezza che siamo noi gli arbitri della nostra esistenza.
Grazie a Valerio Marini per averci ricordato che il modo in cui giochiamo la partita definisce chi siamo davvero.
da Webmaster
del giovedì, 26 marzo 2026