Oltre i libri di testo: Alla Melone torna il Colonnello Musardo per raccontare l'altra faccia del Risorgimento

Immagine profilo

da Webmaster

del sabato, 21 marzo 2026

Il 17 marzo 2026 non è stata solo la ricorrenza del 165° anniversario della nascita del Regno d’Italia, ma un’occasione per gli studenti delle classi 3A, 2B, 2D, 2E e 3F della secondaria per guardare dentro le pieghe meno battute del nostro passato. Nell'ambito del celebre progetto “La Corrado Melone incontra…”, la scuola ha avuto il piacere di ospitare nuovamente il Colonnello Enzo Musardo.

Tuttavia, dopo l'incontro del 4 dicembre focalizzato sulla sicurezza e la balistica forense, il Colonnello è tornato tra i banchi in una veste completamente diversa: quella di ricercatore, storico e scrittore. Sotto lo pseudonimo di Enzo Parabita, autore del saggio “Napoli, fine di un regno antico”, Musardo ha guidato i ragazzi in una conferenza dal titolo dirompente: “CONTROSTORIA: il tragico tributo del Sud all'unità d'Italia”, realizzata in collaborazione con l'associazione "AD MAIORA SEMPER" e gli esperti di UFAIT.

L'incontro si è aperto con l'intervento del Dirigente Scolastico, il cui saluto è stato una profonda riflessione sul ruolo della scuola oggi. Il Preside ha voluto tracciare una linea di continuità tra l'ospite e l'istituzione, sottolineando come la presenza del Colonnello Musardo si arricchisca oggi di una dimensione umanistica e civile, ponendo l'accento su due pilastri fondamentali: la ricerca storica e l'acquisizione di un pensiero critico. "Studiare la storia non significa memorizzare date," ha ricordato agli studenti, "ma imparare a interrogare il passato per non essere spettatori passivi del presente."

Esortando i ragazzi a non accontentarsi di narrazioni semplificate, il Dirigente ha spiegato che la capacità di analisi è l'unico strumento per difendersi dai pregiudizi. Attraverso slide ricche di documenti, carte geografiche e dati statistici, il Colonnello ha poi preso la parola mostrando come le verità della storia siano spesso state scritte dai vincitori, lasciando nell'ombra il punto di vista dei vinti.

L'analisi si è concentrata sul Risorgimento, offrendo un ritratto di Garibaldi più completo e aderente alla realtà: un uomo pragmatico e idealista, ma anche una figura controversa fatta di luci e ombre. Il Colonnello ha scardinato il pregiudizio di un Sud arretrato, elencando i numerosi primati del Regno delle Due Sicilie — come la prima ferrovia Napoli-Portici e l'avanguardia nell'illuminazione a gas — spiegando come l'Unità abbia portato a un progressivo impoverimento economico e sociale del territorio.

Particolare commozione ha destato il racconto del brigantaggio, descritto come una vera rivolta popolare contro il Piemonte "invasore". Il Colonnello ha narrato episodi crudi, dalle esecuzioni sommarie alle teorie di Cesare Lombroso, che etichettò ingiustamente le popolazioni del Sud come inclini al delitto per natura. "Diventare cittadini consapevoli significa avere il coraggio di indagare le origini dei fenomeni prima di giudicare."

Il racconto ha toccato anche la figura di Domenico Tiburzi, il "brigante della Maremma". La sua storia ha mostrato come il confine tra briganti ed eroi possa diventare estremamente labile; questo "Robin Hood italiano", la cui statua a Cerveteri e la cui tormentata sepoltura sono rimaste impresse nella memoria degli studenti, è diventato il simbolo di un'epoca di profonde ferite sociali.

Come sempre alla Melone, la riflessione storica ha trovato il suo completamento nell'arte. Nella seconda parte della mattinata, il rigore della storia ha lasciato spazio alla bellezza della musica: Samuele Tripaldi (2E), allievo del prof. Travagliati, ha incantato la platea al saxofono con l'energia dei Queen, mentre il prof. Fausto Caltagirone ha eseguito alla tastiera due Notturni di Chopin, regalando un momento di rara intensità emotiva.

L'incontro si è concluso con le domande dei ragazzi, tra cui la curiosità di un alunno sull'origine del nome "Italia". Al termine, un buffet offerto da Burger King di Cerveteri dei Fr.lli Cataldi ha permesso a studenti e docenti di condividere un momento di serena convivialità. Grazie al Colonnello Musardo, i nostri studenti hanno aggiunto un tassello fondamentale alla loro crescita: la consapevolezza che la storia non è un elenco statico di date, ma un ecosistema vivo da proteggere con lo studio e la curiosità.