Esiste un confine sottile tra essere spettatori passivi della rete e diventarne utenti consapevoli. Tra TikTok, influencer e le insidie dell’IA, il confine tra informazione e inganno è sempre più sottile. La ricerca di questo confine è stata il cuore pulsante di una mattinata diversa dal solito per gli studenti di cinque classi della secondaria di primo grado, che hanno trasformato la Sala Teatro “Massimo Jaboni” in un laboratorio di pensiero critico.
L’occasione non è stata una lezione tradizionale, ma un’immersione guidata nel Progetto “La Corrado Melone incontra…”, a cura della professoressa Pascucci. Protagonista dell’incontro è stato il giornalista Marco Di Marzio, ospite ideale per un’iniziativa volta a squarciare il velo sui meccanismi spesso opachi dell’informazione moderna. Forte della sua esperienza in cronaca e cultura, maturata in anni di attività tra testate online e cartacee con una forte vocazione per il territorio, Di Marzio ha offerto la sua visione sui nuovi modi di fare notizia nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.
A dare il via ai lavori è stato l'intervento del Dirigente Francesco Panico, che ha inquadrato l'incontro come una preziosa opportunità per comprendere il mondo attraverso esperienze dirette. Con un’analisi lucida e appassionata, il Dirigente ha sottolineato la natura interdisciplinare del tema: la comunicazione non è solo tecnica, ma tocca l'educazione civica per il valore dell'informazione libera, l'italiano per l'importanza delle parole, fino alla storia e alla tecnologia. Comprendere come si costruisce un racconto giornalistico, ha spiegato il Dirigente, è fondamentale per formare cittadini critici capaci di muoversi con responsabilità nel mercato del lavoro e nella società di domani.
Sotto la lente d'ingrandimento, e guidati con maestria da Di Marzio, i ragazzi hanno analizzato l'anatomia di una notizia. "Non più semplici spettatori passivi, ma 'sentinelle' critiche della rete. La Sala Teatro 'Massimo Jaboni' si è trasformata in una vera redazione per gli studenti della Corrado Melone, impegnati a svelare i segreti e le insidie che si nascondono dietro lo schermo di uno smartphone." Non si è parlato, infatti, solo di teoria ma dagli interventi dei ragazzi sono emerse riflessioni taglienti su TikTok, sull'ascesa degli influencer e su come la verità debba oggi combattere contro titoli nati solo per catturare un clic.
Il ritmo si è fatto serrato quando il tema si è spostato sulle derive digitali. Gli studenti, armati delle classiche "5 W", hanno giocato a fare i "debunker".
“Cosa separa una notizia reale da una menzogna virale?”
In un’epoca dominata da algoritmi e intelligenza artificiale, gli studenti della Corrado Melone sono scesi in campo per imparare l’arte del dubbio, trasformando un incontro scolastico in una palestra di cittadinanza digitale riuscendo a distinguere tra un fatto reale e una costruzione pubblicitaria o, peggio, una menzogna virale. In un momento di grande fermento creativo, la sala si è trasformata in una vera redazione. Tra i titoli ipotizzati dagli studenti è emersa una preoccupazione modernissima legata al rapporto con l'IA: proposte come "L'intelligenza artificiale bugiarda" o "Non dobbiamo sempre credere all'intelligenza artificiale" dimostrano quanto le nuove generazioni siano già proiettate verso le sfide etiche del futuro.
Marco Di Marzio ha concluso il suo intervento citando l’Articolo 21 della Costituzione, ricordando ai ragazzi che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. “Comunicare responsabilmente” è diventato così lo slogan di un incontro che ha unito due concetti inscindibili: informarsi bene è un diritto, comunicare bene è un dovere.
L'evento si è tinto di emozione nel finale, quando Di Marzio ha voluto rendere omaggio a Nardino D’Alessio, sociologo, educatore e figura di grande rilievo sociale e politica per la città di Ladispoli. Nardino, che da giovane aveva mosso i primi passi nel giornalismo, è stato un mentore per Di Marzio e per molti altri. Il momento, oltre che di approfondimento, si è trasformato così in un’occasione di memoria e gratitudine: un promemoria per i ragazzi su come la passione per la scrittura e per il territorio abbia radici profonde.
Al termine della mattinata, il Dirigente ha rivolto un sentito ringraziamento a Marco Di Marzio che ha guidato i ragazzi dietro le quinte del mestiere, trasmettendo loro non solo nozioni tecniche, ma soprattutto il senso di responsabilità di ogni atto comunicativo. Per chi non ha potuto partecipare a questa prima sessione, l'appuntamento è solo rimandato: il 4 febbraio le porte del teatro si riapriranno per un secondo round di confronto e scoperta.
da Webmaster
del lunedì, 02 febbraio 2026