A scuola con Paola Melone, un viaggio nei racconti del papà Corrado

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da Webmaster

del lunedì, 02 febbraio 2026

Si è svolto lo scorso 12 novembre, nella suggestiva cornice della Sala Teatro “Massimo Jaboni”, l’incontro che ha dato ufficialmente il via al progetto scolastico “Ladispoli, radici antiche e orizzonti futuri”. Questo percorso, nato per riscoprire l’identità del nostro territorio attraverso chi ne ha scritto la storia e promosso con dedizione dalle docenti Specchi e Rossi, e fortemente voluto dal nostro Dirigente Scolastico, è iniziato "alla grande" grazie a un’ospite d'eccezione: Paola Melone. Accogliere la figlia della persona a cui è intitolata la nostra scuola, Corrado Melone, ha rappresentato un’occasione unica per conoscere da vicino il "cantastorie" della nostra città, un uomo che ha saputo trasformare la memoria locale in un patrimonio vivo per le nuove generazioni.

L’incontro, che ha visto come eccezionale mattatore l’attore Walter Caputi, si è aperto con un saluto dolcissimo di Paola rivolto ai ragazzi: “Il nostro domani più bello”. Attraverso le sue parole, gli alunni hanno scoperto un personaggio speciale e unico, di cui spesso conoscevano solo il nome sul frontone dell'edificio. Corrado era un uomo che amava profondamente Ladispoli, capace di conquistare l’affetto della comunità perché, in maniera instancabile, era sempre pronto a sedersi tra i banchi a “raccontare”, con un amore tanto viscerale da meritarsi l’intitolazione del luogo da lui più amato: la scuola. Questo momento di condivisione è stato ulteriormente impreziosito dall’intervento brillante del nostro Dirigente Scolastico, che ha partecipato attivamente al dialogo come voce guida della comunità educante. Il Dirigente ha sottolineato con forza quanto sia fondamentale conoscere la propria storia, personale e territoriale, per costruire una identità consapevole e corretta, definendo questa mattinata una preziosa opportunità di crescita.

Nonostante le fatiche della guerra e l’impossibilità di proseguire gli studi – lavorando duramente anche come vigilante – Corrado non ha mai smesso di inseguire le sue passioni per la scrittura, i viaggi e l’arte. È diventato così un vero cantastorie d’altri tempi, capace di mescolare nei suoi sei libri la precisione storica agli aneddoti del popolo, guidato dalla convinzione che "noi siamo ciò da cui proveniamo".

 L'atmosfera si è fatta magica grazie alle letture di Walter Caputi: con una cadenza romana magistrale e un’interpretazione vibrante, l'attore ha dato voce ai testi di Melone, da “C’era una volta la città di Ladispoli” a “Ladispoli dei miracoli”.

I ragazzi hanno incalzato Paola con domande curiose, scoprendo episodi incredibili:

  • Il miracolo del 1935: Corrado, sorpreso da un treno in corsa, si salvò miracolosamente sdraiandosi tra i binari; un evento che nonna Peppa attribuì alla protezione di Sant’Antonio da Padova, che Corrado andò a ringraziare personalmente solo molti anni dopo, come raccontato nel brano “Scusa il ritardo”.
  • La prima capostazione donna d’Italia: Tra le storie narrate, è emerso anche il vanto di una Ladispoli pioniera, nel 1954, la nostra stazione ospitò Giovanna De Santis, la prima capostazione donna d'Italia, un evento che portò la nostra città alla ribalta delle cronache nazionali.

Dal dialogo è emersa anche una profonda riflessione su come la città sia cambiata nel tempo: dal ricordo del Rione del Fontanone in via Odescalchi alla strada amata nel Bosco di Palo, fino alla nostalgia per quegli spazi di aggregazione come cinema e gallerie d'arte che i nostri giovani sognano di far rivivere.

In un finale toccante, Paola ha condiviso il suo desiderio più grande: quello di raccogliere ogni singolo appunto, ogni frammento di pensiero lasciato dal padre, per far sì che quella memoria collettiva non smetta mai di respirare. Il saluto del Dirigente Scolastico non è stato quindi un semplice congedo, ma una promessa: ringraziando Paola Melone e Walter Caputi, ha invitato gli ospiti a tornare ancora, evidenziando come l'eredità di Corrado Melone non è fatta solo di libri e nomi sulle targhe, ma vive nel desiderio dei nostri studenti, che oggi sognano di riportare cinema, arte e bellezza tra le strade di Ladispoli. È stato un passaggio di testimone silenzioso ed emozionante: "la memoria di un uomo che amava raccontare è diventata il carburante per i sogni dei nostri studenti, ricordandoci che solo sapendo chi siamo stati potremo scrivere, insieme, il nostro domani più bello".