Il 4 dicembre scorso non è stata la solita mattinata tra i banchi per gli studenti delle classi 1A, 2B e 3B della secondaria di primo grado. Presso la sala teatro “Massimo Jaboni”, infatti, gli alunni della Melone — grazie al progetto “La Corrado Melone incontra…” — hanno potuto dialogare con un ospite d’eccezione: il Colonnello dell’Aeronautica Enzo Musardo, esperto perito balistico forense.
Dopo il saluto del Dirigente Scolastico, che ha sottolineato come la curiosità e il sapere siano ponti fra epoche e persone, ricordando anche l’interesse condiviso con il Colonnello Musardo per la storia del Regno di Napoli e per le lezioni che essa ancora oggi può offrire, l’incontro è subito entrato nel vivo.
Il Colonnello è venuto a svelare i segreti e i pericoli che si celano dietro i fuochi d’artificio, spesso considerati in maniera troppo superficiale, quasi come fossero oggetti innocui. Invitando i ragazzi a guardare oltre il fascino delle scintille, il Colonnello ha messo al centro dell'incontro il tema della sicurezza pirotecnica. In un mondo dove i botti di fine anno sono visti spesso solo come un gioco, ha saputo accendere una luce diversa, mostrando il confine sottile tra il divertimento e il rischio. Con la precisione di chi analizza traiettorie e materiali per mestiere, ha guidato i ragazzi in un viaggio dentro la fisica della sicurezza, spiegando perché la prudenza non sia mai un limite, ma una forma di libertà.
L’incontro ha poi varcato la soglia domestica, guardando alla propria casa come a un ecosistema da proteggere. Si è parlato di luce, gas e acqua, trasformando la gestione dei servizi energetici in una lezione di cittadinanza attiva: gli studenti hanno così scoperto che dietro un interruttore o un rubinetto non c'è solo comodità, ma una responsabilità condivisa.
"Diventare grandi significa anche imparare a proteggere sé stessi e gli altri."
È questo il messaggio che è rimasto sospeso nell'aria, più forte del rumore di qualsiasi fuoco d'artificio. Il vero successo della giornata non è stato nel silenzio dell'ascolto, ma nel "rumore" delle domande: un fuoco di fila di curiosità che ha dimostrato quanto i giovani abbiano sete di verità, quando questa viene raccontata con competenza e passione.
Un ringraziamento speciale va al Colonnello Musardo per aver saputo parlare al cuore e alla testa dei nostri ragazzi, ricordando a tutti che la sicurezza non è un obbligo da subire, ma la priorità su cui costruire il proprio futuro.
da Webmaster
del mercoledì, 28 gennaio 2026